Domenica 18 Maggio la cittadina comasca di Erba sarà la sede della quarta edizione della Granfondo del Triangolo Lariano - memorial Marco Bomman, quinta tappa del Circuito Tre Province. Un percorso già ben collaudato, nonostante la giovane età della competizione, che propone scorci paesaggistici di rara bellezza e che raccoglie commenti più che favorevoli. Cinquanta km, con circa 1600 metri di dislivello per il percorso lungo, che porteranno i corridori sino ad affrontare anche la mitica scalata del
Muro di Sormano, recentemente risistemato. Sarà inoltre possibile optare per il percorso corto, comunque divertente e sulla distanza di 40 km, per i non tesserati. Il tracciato sfrutta bene i numerosi percorsi che si snodano nel Triangolo Lariano, l'area compresa tra le città di Como, Lecco e Bellagio che forma, appunto, un triangolo nella porzione meridionale del Lago di Como. Partenza nella centralissima
piazza Mercato di Erba a quota 200 metri, per portarsi rapidamente fuori dal centro della città dove la strada comincia a salire, leggermente e con pendenze non molto aspre. Dopo un paio di curve, però, il cambio di pendenza è notevole e repentino, poiché è l'inizio di una delle salite più impegnative del tracciato. Alcuni km veramente impegnativi portano verso il
Rifugio Zoccolo, su fondo perlopiù asfaltato e sede stradale molto stretta. Qui le pendenze rimangono costantemente (ed a volte abbondantemente) sopra il 10%, dove il gruppo subirà certamente il primo scossone. Entrati nello sterrato, le pendenze si addolciscono un poco fino all'Alpe del Vicerè, non prima di transitare nei pressi della grotta del Buco del Piombo. Per raggiungere il primo GPM manca ancora qualche km, dalle pendenze irregolari, sino a raggiungere
Capanna Mara, già superata la quota di 1000 metri. I km di gara sono poco più di una decina, ma la sensazione sarà di averne percorsi decisamente di più.

(La salita per raggiungere il rifugio Riella)
Veloce discesa, e di nuovo si torna a salire ancora a strappi, con pendenze a tratti impegnative ed irregolari. Si raggiunge così il
Rifugio Riella, dove per alcuni brevi tratti la salita concede una tregua. Ma non per molto, visto che giunti a circa 22 km di gara si tocca il punto più alto del tracciato, il
Monte Croce a quota 1300 m circa
(nella foto in alto a sinistra). La sede stradale è una carrabile, ma dal fondo a volte anche sconnesso. Una veloce discesa cementata, che necessita lucidità mentale per avere un perfetto controllo delle traiettorie, porta verso la
Colma di Caglio. Qui coloro che hanno scelto il percorso corto svolteranno a destra, mentre gli altri proseguiranno a sinistra su saliscendi fino alla Colma di Sormano. Una prima parte di single track, seguita da carrabile in leggera salita e si giunge alla
Colma del Bosco, dove comincia una delle discese più impegnative. Una mulattiera velocissima, con pendenze negative superiori al 25% e fondo sconnesso portano rapidamente a
Sormano, dove una svolta a destra conduce all'inizio della scalata dell'omonimo
Muro.

(Il tratto finale del Muro di Sormano)
La pendenza si fa subito impegnativa, e la quota di 827 m dipinta sull'asfalto, progressiva ad ogni metro, sconforterà chi già deve pagare gli sforzi della prima parte di gara, soprattutto considerando che la quota da raggiungere è di 1107 metri. Due km circa con pendenza media del 17% portano di nuovo alla
Colma di Sormano, tramite una scalata dura anche perché affrontata nella seconda parte di gara. Svoltati a sinistra si scende con decisione, tramite diversi tornanti fino alla
Madonna di Campoè, dove cominciano alcuni saliscendi.

(Alcuni saliscendi nella prima parte di gara)